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Dio esiste e vive a Bruxelles

Le tout nouveau testament (titolo originale)

Votazioni

  • 6,5
Dio esiste e vive a Bruxelles

Una commedia surreale in cui Dio è un vero e proprio personaggio che vive a Bruxelles. Sulla terra però, Dio è un vigliacco, con una morale meschina ed è davvero odioso con la sua famiglia.

Anno: 2015

Traduzione disponibile: si

Generi: fantasy, commedia

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Argomenti trattati

argomento

grado attinenza

Cristianesimo

Vita umana e famiglia

Gorilla

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Crew

ruolo

nome

Regista

Jaco Van Dormael

Sceneggiatore

Thomas Gunzig

Sceneggiatore

Jaco Van Dormael

Cast

nome

personaggio

Pili Groyne

Ea

Benoît Poelvoorde

God

Yolande Moreau

God's Wife

Catherine Deneuve

Martine

François Damiens

François

Serge Larivière

Marc

Didier De Neck

Jean-Claude

Laura Verlinden

Aurélie

Romain Gelin

Willy

Marco Lorenzini

Victor

1 commenti

  1. Cybbolo5220 aprile 2016, 10:13:08

    In genere, prima di fare una recensione personale di un film, non guardo mai le recensioni sparse in rete, per non farmi condizionare nel bene o nel male e mantenere dunque una mia certa autonomia di giudizio.
    In questo caso specifico mi sono dovuto arrendere per la confusione assommata a confusione circa mie interpretazioni e associazioni di idee e ho consultato il sito di Farinotti.
    E ho avuto una certa soddisfazione circa le conclusioni che sono alquanto comuni alle mie e che non mi hanno fatto sentire più un inadeguato o peggio un incapace nel comprendere.
    Ho avuto anche io diversi flashback in associazioni di idee con il film di Jeunet "Il favoloso mondo di Amelie", per il modo di portare avanti il film in poesia, surrealismo e ironia più o meno graffiante, qui parecchio graffiante.
    Si respira un'aria molto francesce, leggerina, frizzante e anche molto irriverente. L'inventiva la fa da padrone e pone con nonchalance quesiti esistenziali che si perdono nella notte dei tempi.
    Come dalla notte dei tempi emerge il concetto di divinità cattiva, il vecchio concetto una volta espresso come "invidia degli dei" , qui spinto al parossismo in capovolgimento di prospettive, che nulla è proprio da invidiare quanto semmai annotare come un esprimersi in onnipotenza senza alcuna pietà per il genere umano, o "dio castigatore" secondo concezioni medievaleggianti.
    Tutto bene come inizio, atmosfera, recitazione.
    Ma poi?
    Alla fine si ha un senso di vuoto,ciò che ho letto definito come "inconcludenza", vero, e il castello di carte crolla lasciando nella memoria solamente un qualcosa di deliziosamente estetico, seppure con qualche caduta di ritmo, e un'aura molto generica di irrispettoso intendere la metafisica che avrebbe avuto bisogno di maggiore incisività e coraggio.
    Buoni gli attori, una Deneuve gonfia come un canotto per eccesso di botulino, una moglie di Dio già apprezzata proprio come portinaia in "Amelie" e una bambina dallo sguardo profondo e intrigante, oltre un dio davvero 'sorprendente'.
    Inventiva e fantasia che lasciano stupefatti ed è davvero malinconico il finale che, pur maliziosamente divertente, lascia un senso di vuoto che deprime appena appena.
    Comunque bel film, da vedere assolutamente, anche solo per farsi leggermente male o per farsi sballottare come una foglia nel vento.

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