Camino a la libertad

Año: 2010

Traducción disponible: si

Votaciones

  • 7,0

Adaptación de 'The Long k: The True Story of a Trek to Freedom' de Slavomir Rawicz. El protagonista narra en primera persona cómo, tras la invasión de Polonia por los alemanes (1939), fue arrestado por el ejército soviético y encarcelado en Siberia; cómo, después, consiguió escapar del gulag (campos de concentración de la Unión Soviética) en compañía de otros presos y, finalmente, cómo huyendo a pie llegaron desde Siberia al Himalaya, al desierto del Gobi y, atravesando el Tibet, acabaron estableciéndose e

Géneros: dramaaventurahistoria

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Temas asociados

tema

grado de relevancia

Escapes e intentos de fuga

Estalinismo

Excursionismo y Senderismo

Tráiler

Equipo

papel

nombre

Guionista

Keith R. Clarke

Director

Peter Weir

Guionista

Peter Weir

Productor

Joni Levin

Productor

Nigel Sinclair

Productor

Peter Weir

Productor

Keith Clark

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Protagonistas

nombre

carácter

Colin Farrell

Valka

Dejan Angelov

Andrei

Dragoș Bucur

Zoran

Ed Harris

Mr. Smith

Jim Sturgess

Janusz

Saoirse Ronan

Irena

Mark Strong

Khabarov

Alexandru Potocean

Tomasz

Gustaf Skarsgård

Voss

Sebastian Urzendowsky

Kazik

Zachary Baharov

Interrogator

Sally Brunski

Janusz's Wife, 1939

Igor Gnezdilov

Bohdan

Stanislav Pishtalov

Commandant

Mariy Grigorov

Lazar

Nikolay Stanoev

Yuri

Stefan Shterev

Cook

Yordan Bikov

Garbage Eater #1

Ruslan Kupenov

Garbage Eater #2

Nikolay Mutafchiev

Guard #1

Valentin Ganev

Guard #2

Anton Trendafilov

Steam Man

Pearce Quigley

The Professor

Sattar Dikambayev

Mongolian Horseman

Hal Yamanouchi

Official

Meglena Karalambova

Janusz's Wife, 1989

Irinei Konstantinov

Janusz, 1989

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1 comentarios

  1. Cybbolo5226 julio 2016, 21:53:47

    Un buon film, drammatico più che d'azione, nonostante la tanta azione e una qual difficoltà a credere il tutto come reale: tutto ciò per un certo approfondimento psicologico dei protagonisti di questa lunga fuga attraverso deserti e ghiacciai sotto la neve e le tempeste di sabbia.
    La storia, gabellata come vera, appare evidentemente romanzata ad uso spettacolo. Questo è il limite del film, buono, ma non ottimo, proprio per l'incapacità del regista di sottrarsi al commerciale per il botteghino. Peccato.
    Sarebbe stato un capolavoro nell'approfondimento estremo. Invece, dopo qualche momento di riflessione, si ha la sensazione della degustazione di un prodotto preconfezionato, precotto, con un finale abbastanza retorico e a tirare via, ché l'attraversamento dell'Himalaya non può essere liquidato con poche scene e troppa immaginazione rispetto a tutto il resto trattato con dovizia di aneddotica e dettagli.
    Lo dico di nuovo: peccato. L'americanata ha prevalso ancora una volta, fino anche al taglio della durata del film, moderatamente ragionevole per non spaventare nessuno, per un qualcosa che le scene finali davvero da rabbrividire, documentaristiche a scandire la storia, non sono riuscite a scalzare: una furba commercialità che rende la presente pellicola un buon film, appena un poco più di un film d'azione, buon film drammatico, ma senza coraggio.

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