Non lasciarmi

Anno: 2010

Traduzione disponibile: si

Votazioni

  • 8,0

Kathy H. è una badante che affianca i pazienti durante le donazioni degli organi. In un lungo flashback ricorda l'infanzia e l'adolescenza trascorse nel college inglese di Hailsham, l'amicizia con Ruth e l'amore per Tommy.

Generi: drammaromancefantascienza

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Argomenti trattati

argomento

grado attinenza

Eugenetica

Futuro distopico

Solitudine e Abbandono

Elaborazione del lutto

Trailer

Crew

ruolo

nome

Regista

Mark Romanek

Sceneggiatore

Alex Garland

Produttore

Andrew Macdonald

Produttore

Allon Reich

Produttore

Richard Hewitt

Produttore

Joanne Smith

Vedi tutti

Cast

nome

personaggio

Carey Mulligan

Kathy

Andrew Garfield

Tommy

Keira Knightley

Ruth

Domhnall Gleeson

Rodney

Andrea Riseborough

Chrissie

Charlotte Rampling

Miss Emily

Sally Hawkins

Miss Lucy

Izzy Meikle-Small

Young Kathy

Charlie Rowe

Young Tommy

Ella Purnell

Young Ruth

Lydia Wilson

Hannah

Nathalie Richard

Christina Carrafiell

Laura

Kate Bowes Renna

Miss Geraldine

Hannah Sharp

Amanda

Oliver Parsons

Arthur

David Sterne

Keffers

Chidi Chickwe

George

Monica Dolan

Nurse

Amy Lennox

Sitcom Girl

Kate Sissons

Sitcom Girl

Luke Bryant

David

Fidelis Morgan

Matron

Damien Thomas

Doctor

Huggy Leaver

Delivery Man 1

Charles Cork

Delivery Man 2

Sylvie Macdonald

Bumper Crop Girl

Anna Maria Everett

Waitress

John Gillespie

Male Office Worker

John Gillespie

Male Office Worker

Rachel Boss

Female Office Worker

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1 commenti

  1. Cybbolo5215 aprile 2016, 18:07:35

    Mamma mia, che angoscia da taglio vene!
    Credo che questo possa essere catalogato come uno dei più ansiogeni films riguardanti distopie future, seppure accompagnato da ritratti struggenti di umanità che amplificano, tuttavia, la vicenda già detonante dentro lo spettatore.
    Colpisce il fatalismo, la rassegnazione che è assecondata da un quieto modo di vivere malinconico, e colpisce la Rampling, grandissima, con il suo sguardo di ghiaccio che ha fatto epoca, e anche il suo dire con determinazione e assenza totale di umanità e comprensione, neanche si sia in un laboratorio di vivisezione (anche se ci siamo molto vicini).
    Che dire?
    E' un film che merita assolutamente la visione, anche un dibattito, se si vuole, con qualcuno vicino che faccia compagnia, legame magari affettivo, cuscinetto buono per attutire quel senso di malessere che la pellicola genera.
    Ma il film si deve avere il coraggio di vederlo: l'apprezzamento verrà da solo.

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