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Suburra

Suburra (titolo originale)

Votazioni

  • 7,3
Suburra

Un gangster noto come il "Samurai" desidera trasformare il lungomare di una piccola cittadina vicino Roma in una nuova Atlantic City.

Anno: 2015

Traduzione disponibile: si

Generi: crime, dramma, thriller

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Argomenti trattati

argomento

grado attinenza

Mafia Italiana

Banditismo e Gang

Corruzione

Trailer

Crew

ruolo

nome

Regista

Stefano Sollima

Sceneggiatore

Stefano Rulli

Sceneggiatore

Sandro Petraglia

Produttore

Marco Chimenz

Produttore

Gina Gardini

Produttore

Éric Névé

Produttore

Giovanni Stabilini

Produttore

Riccardo Tozzi

Sceneggiatore

Giancarlo De Cataldo

Sceneggiatore

Carlo Bonini

Vedi tutti

1 commenti

  1. Cybbolo522 maggio 2016, 07:21:48

    Un film dal taglio molto americano, per stile di trame intrecciate tra loro poco a poco, e soprattutto per ritmo supportato da lampi frequenti fino alla fine.
    Grandi le interpretazioni di tutti, anche se qualcuna eccessivamente caricata, forse per esigenze di spettacolo.
    Qualche gratuità di troppo, a mio parere, ché alcune scene di reazione mi appaiono troppo sopra le righe, sempre con l'intento, dico io, di compiacere il pubblico.
    Epperò tutto va alla grande come un meccanismo bene oliato e si spalancano mondi che abbiamo già avuto modo di conoscere bene con altre pellicole di genere come "Romanzo criminale" e "Gomorra".
    Il sottobosco caratterizzato con lucidi bianco e nero degli anni sessanta, sottoproletario, confuso, mai organizzato, lascia il posto alla nouvelle vague di genere, cruda, esteticamente perfetta, molto cinica, improntata su finanza e politica a braccetto con malavita organizzatissima.
    Ecco: parliamo di cinismo. Una cosa mi sento di rimproverare a Sollima: il finale.
    E' un finale piuttosto manicheo, dove i cosiddetti cattivi, in un modo o nell'altro, fanno tutti una brutta fine, quasi che il messaggio del film sia di speranza per un mondo migliore ricostruito su criteri di giustizia politica e sociale.
    Questa, secondo me, è la parte più debole del film, ancorché la più gratificante, forse, per lo spettatore, ché è anche vero che la speranza è l'ultima a morire, ma è anche vero che chi vive sperando muore cantando.
    Mi dispiace, ma la speranza per parte mia è già stata perduta da tempo e non credo che il posto di Samurai o di Anacleti o di Malgradi siano a tutt'oggi vacanti.
    A margine: complimentissimi per il senso estetico del film, dalla fotografia alle inquadrature. Mi piace citare la morte di Samurai che mi ha riportato alla mente addirittura scene di Matrix e di Ip Man.
    Film, comunque, di ottimo livello, da vedere assolutamente, se non altro per cinico e disilluso passatempo all'insegna di propri autoconvincimenti e di ricerca del bello formale.

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