1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra (1971)
- Titolo originale:
- The Omega Man
- Regia:
- Boris Sagal
- Sceneggiatura:
- John William Corrington, Joyce Hooper Corrington
- Produzione:
- Walter Seltzer
- Cast:
- Charlton Heston, Anthony Zerbe, Rosalind Cash, Paul Koslo, Lincoln Kilpatrick, Brian Tochi, Eric Laneuville, Jill Giraldi, Anna Aries, DeVeren Bookwalter, John Dierkes, Monika Henreid, Linda Redfearn, Forrest Wood, Steve Goldstein
Trama
In una Los Angeles abbandonata e spettrale si aggira Robert Neville, ex medico militare e ultimo uomo sopravvissuto ad un olocausto batteriologico avvenuto due anni prima.
La ricerca di generi di prima necessità da una parte e quella di mantenere la propria mente lucida in una realtà alienante dall'altra ne caratterizza le giornate, mentre la lotta armata per la sopravvivenza ne caratterizza le notti. La solitaria esistenza di Neville è infatti messa a repentaglio dal tramonto all'alba dagli assalti della Famiglia, una setta di creature che i veleni della guerra batteriologica hanno trasformato in fotofobici e psicotici albini. Riuniti attorno alla farneticante figura del loro capo Matthias (Anthony Zerbe), questo manipolo di poche centinaia di individui abbandona il proprio rifugio - simbolicamente il municipio della città - e esce allo scoperto non appena il sole cala dietro l'orizzonte per distruggere con il fuoco qualunque retaggio dell'era tecnologica.
Quali sono i temi trattati nel film 1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra?
1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra è un film che parla di Post-Apocalisse, Solitudine e Abbandono, Vampiri.


Cybbolo52 • 4 aprile 2016, 13:06
Questo è il secondo tentativo, a mia memoria, dopo "L'ultimo uomo sulla terra" con Vincent Price, di Ubaldo Ragona, e prima di "io sono Leggenda" con Will Smith.
Secondo me è il più riuscito, meno tecnologico del terzo, meno spoglio del primo.
Heston andava molto di moda in quel periodo per impersonificare parti di eroe fantascientifico buono (2022 I sopravvissuti) ed una ragione, a ben vedere, esiste: la sua
espressività di combattente dolente, metà giustiziere e metà vittima che affascina alquanto per la teoria della simpatia verso i perdenti.
C'è ottima tensione, un discreto sviluppo della trama con qualche flashback più che utile, e c'è un antagonista valido incarnato in Zerbe, caratterista troppo sottovalutato.
Il film scorre bene e accalappia fin dall'inizio con la colonna sonora e con scenari spettrali molto più belli e credibili di quelli computerizzati del terzo remake.
Ottimo nel genere.