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Mustang

Ratings

  • 7,7
Mustang

Year: 2015

Translation available: yes

In a Turkish village, five orphaned sisters live under strict rule while members of their family prepare their arranged marriages.

Genres: drama

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Trailer

Crew

role

name

Film director

Deniz Gamze Ergüven

Film producer

Charles Gillibert

1 comments

  1. Malos mannaja27 April 2016, 18:50:06

    Mustang è un film in cui indubbiamente si parla della condizione di cinque sorelle orfane nel nord della Turchia e per estensione della condizione delle donna in Turchia e nel mondo (argomento scomodo, troppo spesso dimenticato o cavalcato per ragioni politiche). Eppure si confronta con la materia usando soprattutto come chiave di lettura la fisicità dei corpi, intesi come strumenti di contatto e di interazione tangibile con l’altro e col mondo. Dunque, senza erotismi proto-hollywoodiani o denunce porno-intellettualoidi, la telecamera si muove con piglio quasi etologico, filmando le cinque sorelle: volti, grovigli di gambe, di lunghi capelli e chilometri quadri di pelle per mettere a nudo la realtà dell’essere vivi. Nessuna malizia, nessuna assoluzione o condanna, semplicemente la volontà di fare piazza pulita delle sovrastrutture culturali che ci impediscono di riconoscerci nel guardaci allo specchio: questo siamo, mammiferi a sangue *caldo*, punto. Ed ecco che, a inevitabile corollario, lo spettatore viene colpito e affondato, (ri)scoprendosi più vulnerabile all’esperienza tattile che a quella visiva (non è forse vero che quando perdiamo un affetto ciò che più ci strazia è il fatto di non poter più stringere/abbracciare il defunto?). In tal senso, Mustang è un potente antidoto alla virtualizzazione estrema della nostra vita di relazione in epoca di social networks, un benefico elettroshock a fior di pelle, capace di risvegliare ricordi d’infanzia di indurci a cercare il conforto della mano di chi è accanto a noi in sala.
    Sempre in tal senso, Mustang ci restituisce non tanto l’innocenza degli “occhi bambini”, quanto la spietata umanità degli occhi bambini nel *punto di flesso* in cui “trapassano” all’adolescenza: carne e pensiero in attiva ebollizione, i cinque sensi che si ribellano al senso della vita, il minimo scarto che separa la vita (Lale) dalla morte (Ece) e molto altro.
    Insomma davvero un ottimo film, da vivere più che da vedere, lasciandosi guidare dalla voce narrante della più piccola delle cinque sorelle verso un altrove che è ancora indiscutibilmente tutto da scrivere. Nota particolare anche per la recitazione potente, corale (quasi che le cinque protagoniste fossero parte di un unico corpo) delle giovani attrici, d’una bravura davvero non comune.

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