Arancia meccanica

Arancia meccanica (1971)

Titolo originale:
A Clockwork Orange
Regia:
Stanley Kubrick
Sceneggiatura:
Stanley Kubrick
Produzione:
Stanley Kubrick
Cast:
Malcolm McDowell, Patrick Magee, Adrienne Corri, Michael Bates, Warren Clarke, James Marcus, John Clive, Michael Tarn, Carl Duering, Paul Farrell, Miriam Karlin, Sheila Raynor, Aubrey Morris, Godfrey Quigley, Clive Francis, ... Vedi tutti

Trama

Alex è un giovane senza arte né parte, figlio di proletari e dedito a furti, stupri e omicidi. Fa capo a una banda di spostati, denominati drughi.

Dopo aver usato violenza alla moglie di uno scrittore finisce in carcere. Viene sottoposto ad angherie ma si fa amico un prete. Pur di essere scarcerato accetta il "trattamento lodovico", che consiste nell'assistere a filmati di violenza. Quando esce scopre che i genitori hanno subaffittato la sua stanza. Senza poter reagire, dovrà subire violenza da alcuni mendicanti vendicativi, dai drughi diventati poliziotti e dallo scrittore che ha perso la moglie e che ora si trova su una sedia a rotelle. Tenta il suicidio e all'ospedale riceve una visita di cortesia da parte del primo ministro.

Quali sono i temi trattati nel film Arancia meccanica?

Arancia meccanica è un film che parla di Violenza giovanile, Lavaggio del cervello, Manipolazione mentale e Plagio, Molestie e Violenza sessuale, Droghe immaginarie, Home Invasion.

Trailer

1 commenti

  1. Cybbolo5211 aprile 2016, 10:04

    Si tenga presente la data e si rifletta: Kubrick ha creato un'architrave circa linguaggio, montaggio, situazioni, modo di intendere denunce e ribellioni. Tutto il resto che verrà, riguardo il gener, sarà ispirato da qui, o forse anche da If di Lindsay Anderson, sempre con lo stesso protagonista molto calzante e calzato nella parte di disadattato ribelle, qui, però, a differenza di If, perdente e soccombente al sistema in una conclusione che non offre appigli di speranza.
    Ottima la fotografia, algida anche nel colore più acceso, ottima la colonna sonora assai coinvolgente e ottime le scenografie che proiettano in un neomondo a metà tra il fantascientifico prossimo e il presente già modellato realmente su un futuro incentrato dalla ripulitura di molti valori vetusti.
    Scene di violenza che allora fecero scandalo ora si bevono come acqua fresca, segno che il regista aveva vaticinato in maniera perfetta.
    Se ne deduce che siamo ormai mitridatizzati e che occorre ben altro, oggi, per scuoterci, anche se siamo sulla buona strada comunque, sia nel cinema che nella vita reale.
    Da rivedere per riapprezzare vieppiù.

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