L'esorcista

L'esorcista (1973)

Titolo originale:
The Exorcist
Regia:
William Friedkin
Sceneggiatura:
William Peter Blatty
Produzione:
William Peter Blatty
Cast:
Ellen Burstyn, Jason Miller, Max von Sydow, Lee J. Cobb, Kitty Winn, Linda Blair, William O'Malley, Jack MacGowran, Barton Heyman, Peter Masterson, Rudolf Schündler, Gina Petrushka, Robert Symonds, Arthur Storch, Thomas Bermingham, ... Vedi tutti

Trama

In un quartiere tranquillo, in una casa dotata di tutti i moderni comfort, una ragazzina modello cade ammalata. La madre non può aiutarla.

I medici non riescono ad elaborare una diagnosi. Temendo che le crisi di cui soffre la figlia non riguardino solo la sfera fisica, ma anche quella spirituale, la donna si rivolge a un sacerdote. L'uomo però dubita della presenza del diavolo in quella casa, in quel corpo e la debolezza delle sue convinzioni non farà altro che rendere più forte il maligno.

Quali sono i temi trattati nel film L'esorcista?

L'esorcista è un film che parla di Diavoli, Possessioni e Esorcismi, Preti e Sacerdoti.

Trailer

1 commenti

  1. Cybbolo5228 settembre 2016, 16:58

    Si parla del capostipite dei films di genere esorcistico, che hanno annoverato ben due sequels e un prequel, molte imitazioni tra cui anche qualcuna italiana (l'anticristo) e parecchie parodie tra le quali quella con Ciccio e FRanco: dunque un fenomeno di successo che quando uscì scandalizzò e terrorizzò parecchie anime sensibili dal cuore tenerello. Ad oggi, nel rivederlo, qualche colpo è a salve: siamo ormai troppo assuefatti ai livelli di violenza esoterica degli ultimi tempi, basta citare un 'Constantine' che non è certo tra i più cruenti. Epperò il film mantiene ancora un suo fascino supportato dal vecchio MIke Oldfield e dal suo tema immortale di "Tubular Bell" che è stato impiegato a sorreggere di tutto in cinema e in tv. Fotografia, trucco, novità dell'inizio anni settanta hanno completato la formula del successo di questa pellicola che tuttora, almeno me, affascina.
    Poi subentreranno i sequels e le imitazioni, alcuni buoni, altri più complessi e altri meno buoni al limite del ridicolo. Ma questo è il capofila e merita un poco di rispetto se non altro per avere inaugurato un genere.

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